venerdì, 26 giugno 2009

“Nessuna crisi. Si va avanti”. MartinoTamburranoMartino Tamburrano, sindaco di Massafra, risponde così alle dichiarazioni lanciate dal palco il giorno prima da Michele Mazzarano, vicesegretario regionale del Partito Democratico, che all’indomani della vittoria in Provincia aveva invitato il primo cittadino a rivalutare la posizione della sua maggioranza. Invece il consigliere provinciale del Pdl rispedisce al mittente il messaggio, come se nulla fosse, perché per lui nulla è stato: “Onore al merito – dice –. Florido ha vinto. È venuto a Massafra a ringraziare, ma credo che il merito di questa attenzione sulla nostra città l’abbia creato io, con una campagna elettorale volta a pretendere voce in capitolo per una città che vuole risposte alle tante richieste”. Per Tamburrano non si è trattato di una sconfitta, anzi: “Il Pdl a Massafra ha vinto, eleggendo in maniera chiara al primo turno due consiglieri provinciali, cosa che non era mai accaduta. Chi fa certe dichiarazioni dopo il secondo turno mi fa pensare che non sappia fare politica”. Però il secondo turno ha premiato il Pd, e Tamburrano ne ha la spiegazione: “Il secondo turno è stato condizionato da basse percentuali al voto, e soprattutto credo debba ringraziare ancora la città. Quel voto è stato il rigetto dell’accordo tra Pdl e Cito. Non si può dire alla gente di dimenticare quello che si era detto una settimana prima. Votando così i cittadini hanno salvato l’onore della città”. Punta il dito sull’accordo Pdl – Cito, al quale era stato contrario, obbligato ad accettarlo: “Sono un uomo di partito. Ho fatto la mia campagna elettorale. Sono abituato ad essere molto coerente. Oggi prendo atto che Rana non ha vinto e che le responsabilità vanno ricercate”. Chiede impegno a Florido, tendendo una mano e richiamandolo su alcuni temi: “Ora speriamo che Florido sostenga finanziariamente il nostro carnevale e il nostro palio, che si accorga delle nostre Strade Provinciali dissestate, che si accorga delle necessità e dello stato delle nostre scuole, come l’Amaldi, la scuola d’arte, il cantiere del Liceo, l’istituto Agrario ed altre. Rivogliamo il Paisiello a Massafra, perché vi studiavano 50 nostri studenti. Se lui lo riterrà sarò il suo collaboratore più vicino in qualità di sindaco e di consigliere provinciale. La mia opposizione sarà rigida ma leale, di confronto alto e di scontro garbato, se sarà necessario”. Contento, comunque, per il risultato politico. Massafra ha quattro consiglieri provinciali. Una mentalità che sta cambiando: “La politica a Massafra ha oggi il merito di aver attratto le attenzioni provinciali, regionali e nazionali su di se. Credo che finalmente quello che avevamo detto qualche anno fa si sta avverando. Massafra sta crescendo culturalmente, socialmente e anche politicamente. Credo molto nel dibattito politico, se questo porta ad una crescita della città”. Risponde a Mazzarano, senza escludere discussioni interne alla maggioranza: “L’amministrazione è solida. Ha lavorato bene e continua a farlo. Tutto quello che si fa lo si fa nell’interesse della città. Il centrodestra dibatterà sul voto espresso dalla città. Dobbiamo riorganizzare il partito, individuando il segretario cittadino ed un direttivo responsabile dei vari dipartimenti. Se c’è qualcuno che ha lavorato male si percepirà nella maggioranza. Le valutazioni verranno fuori dalla riunione di maggioranza, nella quale inviterò i rappresentanti della Dc e della Lista Tagliente. Poi c’è la disponibilità a portare avanti il programma di Fedele e Lasigna”. Annuncia la prossima battaglia: “La riapertura dell’ospedale”. Graziano Fonsino - Corriere del Giorno

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venerdì, 26 giugno 2009
Sono tra quelli che possono prendersi il lusso di dire “Lo avevamo detto”. Mario Guadagnolo ed Eugenio Introcaso erano stati gli unici pidiellini ad uscire allo scoperto, invitando il Pdl a non fare accordi con Cito. «Crediamo — affermano — che tutti in città debbano darci atto che avevamo visto giusto e denunciato in maniera chiara ed inequivocabile le contraddizioni e la impraticabilità di un accordo con Cito». Due le contraddizioni che hanno portato il centrodestra alla sconfitta: «Quella di un appa–rentamento con chi aveva sbertucciato per tutta la campagna elettorale i dirigenti del Pdl e insultato il candidato presidente dandogli dell’”incapace”. L’altra contraddizione per il centro destra, partito di civile connotazione che ha come segno distintivo il rispetto dell’avversario, era l’apparen–tamento con chi ha elevato a sistema di lotta politica il dileggio e l’insulto. Questo grumo di contraddizioni è apparso subito evidente alla città e reso tangibile dalle discutibili performances televisive del candidato Rana accanto a Cito. Foto ArticoloE, anche se la sua cifra è stata sempre quella di un misurato e garbato gentiluomo, egli è diventato oggettivamente complice delle intemperanze e delle volgarità di chi al suo fianco insolentiva i suoi ex amici Tarantino, Scalera e Poli Bortone. A nostro parere tali apparizioni televisive hanno fatto perdere a Rana gran parte dei consensi acquisiti al primo turno». La «Taranto sana e civile», spiegano Guadagnolo e Introcaso «aveva chiesto a Rana di non fare quell’accordo. Quella città che abbiamo evocato ha alzato la testa e si è regolata di conseguenza. O ha votato Florido o non è andata a votare. Noi avevamo consigliato al prof. Rana di correre da solo presentandosi alla città con la sua storia, la sua cultura, il suo essere una persona per bene. Avrebbe avuto certamente più chance. Non siamo stati ascoltati né da Rana né dal gruppo dirigente del Pdl». Le responsabilità: «Quando le linee e le scelte politiche sui destini della nostra città vengono operate in qualche salotto buono di un’altra provincia senza che un gruppo dirigente abbia la schiena dritta per opporvisi i risultati non possono essere che questi. In un partito nel quale non c’è confronto e dibattito politico le scelte demandate ad una sola persona non danno mai buoni frutti. Nel centro destra c’è un problema di agibilità democratica e politica. Occorre ripensare il partito e l’articolazione interna della sua vita democratica. Fino a quando non cambierà questo status errori come quelli commessi saranno sempre più frequenti».Taranto Sera - La voce della città
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mercoledì, 24 giugno 2009

«Se questa per l’opposizione è una vittoria, noi vogliamo sempre perdere così...». Il giorno dopo i ballottaggi delle amministrative, Silvio Berlusconi sceglie l’arma dell’ironia per colpire il centrosinistra, e quella della matematica per illustrare la dimensione dell’affermazione della maggioranza: il centrodestra, che governava solo 9 delle province in palio, ora ne guida 34 e gli italiani amministrati da giunte imperniate sul Pdl passano, nelle province dove si è votato, da 5 milioni a 21 milioni. Berlusconi non è solo nello sbeffeggiare gli avversari. Da Ignazio La Russa («10-100-1000 di queste sconfitte) a Maurizio Gasparri («Franceschini ha subito una disfatta, che non se ne renda conto ci preoccupa per il suo futuro»), in tanti seguono le orme del premier. Ma c’è anche un altro motivo per il quale nel centrodestra si guarda con soddisfazione al risultato del voto: l’inchiesta di Bari, diventata di dominio pubblico proprio nell’intervallo tra i due turni delle amministrative, non ha spinto il Pd oltre una dignitosa tenuta delle posizioni. Insomma, per dirla con il sottosegretario Paolo Bonaiuti «la politica del pettegolezzo non ha vinto». Anche se è altrettanto vero che la vicenda delle ragazze ospiti di Palazzo Grazioli, con il suo strascico di polemiche, ha frenato l’avanzata del Pdl. Anche per questo motivo, nel centrodestra, più del Pdl, è la Lega Nord a sentirsi davvero vittoriosa. Determinante nella riconquista delle province del Nord finite a sinistra (come Milano e Venezia), soddisfatta per il flop del referendum elettorale, ora il Carroccio può alzare il prezzo: «Abbiamo un quarto dei voti della coalizione, un terzo dei voti del Pdl. Quindi, se l’anno prossimo si vota in 13 regioni, ne vogliamo noi almeno tre del Nord», proclama il ministro Roberto Calderoli. Nonostante l’esultanza del centrodestra, nel campo dei Democratici non si respira aria di Caporetto. I risultati del Centro-Sud, la tenuta di alcune importanti realtà del Nord come Torino e Padova, e la stessa sconfitta di misura a Milano, fanno dire all’ex ministro del Pd Luigi Berlinguer che «la notte è passata». Ai Democratici si impone però il problema delle alleanze. L’Idv di Antonio Di Pietro o l’Udc di Pier Ferdinando Casini? Massimo D’Alema, che non ha mai nascosto di voler allargare l’alleanza all’Udc, vede «un’interessante capacità di costruire alleanze oltre il centrosinistra, e dove questo è avvenuto, ha dato risultati positivi». A chiedere chiarezza è il leader dell’Italia dei Valori, che fa sapere di non avere intenzione di aderire ad un’alleanza che veda tra i suoi soci anche i centristi dell’Udc: «Il Pd deve decidere che cosa vuole fare da grande e poi, solo dopo, possiamo parlare di possibili alleanze». Tra l’altro, osserva, «nelle recenti elezioni ha pesato per il Pd più l’Idv nelle situazioni in cui si è raggiunto un accordo». «Non staremo con un Pd - sottolinea Di Pietro - che sta con un piede in una scarpa con l’Udc, un piede in un’altra scarpa, e rischia di rimanere senza scarpe».  


da www.ilpopolodellaliberta.it


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domenica, 21 giugno 2009
Alle 22:00 ha votato il 32.2% dei Massafresi aventi diritto. La media provinciale è stata del 30.6%. Si vota anche Lunedì fino alle 15:00.

Tutte le informazioni e le ultime notizie sui dati disponibili sul sito del Ministero dell'Interno.

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categoria:provinciali 2009
venerdì, 19 giugno 2009

Questa sera, alle ore 21:00, nel piazzale antistante il Centro Anziani (nei pressi dello Stadio comunale) a Massafra, si terrà la manifestazione conclusiva della campagna elettorale a sostegno del candidato Presidente della Provincia di Taranto Domenico RANA. Sarà l’occasione per spiegare ai cittadini la verità sulla gestione dei rifiuti nella Provincia di Taranto.


I CITTADINI SAPRANNO SCEGLIERE


Un breve commento sulle alleanze costituitesi per l’elezione del Presidente della Provincia di Taranto. A sostegno del prof. DOMENICO RANA, candidato dalla coalizione di centrodestra, si è avuto l’apparentamento con due liste che si sono aggiunte allo schieramento iniziale, la Fiamma Tricolore e At6 dell’on. Giancarlo Cito. Trattasi, come noto, di partiti da sempre schierati nell’area di centrodestra, mai resisi protagonisti di ribaltoni o scelte camaleontiche. Nel versante opposto, la coalizione del centrosinistra, con candidato il Presidente uscente Giovanni Florido, al raggruppamento iniziale, costituito da 7 liste, ha accorpato altri 8 partiti. In tutto 15 partiti, con l’aggiunta, davvero stupefacente, di associare nella coalizione due candidati presidenti, Tarantino e Fisicaro, duramente contrapposti a Florido al primo turno. Tale situazione non abbisogna di molti commenti, si illustra da sola. Da una parte troviamo un raggruppamento omogeneo, con programmi simili, costituto da liste da sempre ben identificabili per sostenitori ed avversari. Un apparentamento coerente, che non calpesta i valori di appartenenza e che, messi da parte i personalismi, è in grado di lavorare in maniera coesa per il bene e nell’interesse del territorio. Dall’altra troviamo invece un’alleanza con dentro tutto e il contrario di tutto, dalla destra d.o.c. della Poli Bortone all’estrema sinistra di Rifondazione Comunista, passando per i centristi opportunisti dell’Udc, per gli ex forzisti di Tarantino e per i giustizialisti dell’Idv di Di Pietro, tutti assemblati da Florido per salvare a ogni costo la poltrona del potere. Quanto potrà durare questa “alleanza”? I primi segnali di disgregazione si sono già manifestati, con le dimissioni di autorevoli esponenti dell’Udc, contrari all’accordo con la sinistra, e di dirigenti di spicco di Rifondazione e dei Comunisti Italiani, che non hanno digerito l’accorpamento con la destra. Insomma, trattasi di una “armata brancaleone”, simile, anzi peggiore del governo Prodi di recente e sciagurata memoria. I cittadini jonici sono stanchi del trasformismo, di questo modo di gestire o mal gestire il potere, e sapranno scegliere. Anzi, potremmo affermare che hanno già scelto, se è vero come è vero che Florido ha perso al primo turno il 20% di voti rispetto alle elezioni precedenti, che lo videro vincente. Questo nonostante il potere alla Provincia, al Comune capoluogo e alla Regione e a tutto ciò che ne segue. Legandoci all’attualità e usando termini “scolastici”, potremmo dire che FLORIDO è stato BOCCIATO. Cari elettori, buon voto a tutti e che il futuro della nostra Provincia sia migliore! Fonte pdlmassafra.it

giovedì, 18 giugno 2009
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categoria:elezioni, domenico rana, provinciali 2009
giovedì, 18 giugno 2009
da del 17 giugno 2009:

«La v i l t à dell’affermazione del presidente Florido denuncia di per sé la carenza – peraltro di grande attualità – di civili argomentazioni politiche sulla vicenda in svolgimento a Taranto. E non solo. Mi sono sempre astenuto negli anni passati — il presidente Florido sa — dall’intervenire in una — ritengo sterile ed arbitraria — interpretazione del pensiero e dell’azione politica di Aldo Moro, la cui titolarità mi viene difficile scorgere a chi possa competere». Nicola Rana rompe il silenzio. Per la prima volta dopo 31 anni, lo storico segretario dello statista democristiano ucciso dalle Brigate Rosse e fratello del candidato presidente del centrodestra, parla di Moro. Lo fa per replicare ad alcune dichiarazioni del candidato del centrosinistra, Gianni Florido. Il presidente uscente aveva manifestato il suo dispiacere per l’accostamento tra il nome di Rana — che appunto gli evoca la grandezza di Moro — e quello di Giancarlo Cito in questa campagna elettorale. Parole che hanno sollecitato la reazione di Nicola Rana, che appunto per la prima volta dopo tanti anni esce dal suo rigoroso riserbo nel quale ha gelosamente custodito la memoria di Aldo Moro.
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categoria:politica, provinciali 2009
mercoledì, 17 giugno 2009
«Sostengo al ballottaggio Domenico Rana non per convenienza ma per convinzione». In quest’intervista alla Gazzetta, Martino Tamburrano, sindaco di Massafra, riconfermato (alle scorse elezioni) consigliere provinciale, spiega le ragioni del suo sostegno a Rana. Sostegno che, evidentemente, conferma nonostante l’ingresso in coalizione di Giancarlo Cito, leader di At6. Tamburranno, come fa ora ad essere alleato di Cito?

«Superiamo i personalismi, pensiamo a cosa vogliamo fare per la provincia».

Nel suo comizio in piazza prima del voto, rivolgendosi a lei, disse: “Bisogna prenderlo a calci nel c...”. E lei, viceversa, disse: “Se viene a fare un comizio a Massafra, lo butto giù dal palco”. Ed ora, siete alleati. Incredibile ma vero.

«Ripeto, il faro che deve illuminare la nostra azione politica deve essere il buongoverno svolto dall’Amministrazione Rana nel quinquennio ‘99-2004. E in quella giunta c’era At6».

Sì ma quelle offese sono state pesanti.

«Erano il frutto di cattiva informazione. Qualcuno ha fornito all’on. Cito dei documenti amministrativi incompleti. Io, invece, gli ho procurato tutte le determine dirigenziali e gli atti amminstrativi che dimostrano come gli ampliamenti delle discariche di Grottaglie, Fragagnano e Statte sono stati decisi dalla giunta Florido».

Perchè votare Rana?

«Prima di tutto per punire l’azione inefficace e politicamente dolosa della giunta Florido. Basti pensare a quel che non è stato fatto per l’ambiente».

Ma come, la Provincia ha finanziato l’Arpa. Per la prima volta.

«Non esiste tra i due enti alcuna azione comune per il monitoraggio dei dati. In questi cinque anni, la situazione ambientale non è migliorata. Anzi, Florido ha ritirato la costituzione di parte civile nel processo contro l’Ilva».

E poi, cos’altro non l’ha convinta dell’azione di Florido?

«Potrei continuare all’infinito. Penso all’edilizia scolastica. Florido si vanta d’aver realizzate due scuole. Entrambe progettate e volute dal centrodestra. I mutui li ho firmati io quand’ero in giunta. E poi, il bilancio dell’Ente è ingessato da Isolaverde. Questa società va rivista. Costa troppo (8 milioni) e non dà vera stabilità. La Provincia dovrebbe assumere tutti i dipendenti».

Ma la legge Brunetta lo vieta. Non si può fare.

«Si può, invece».

Non ritiene che il centrodestra sia un po’ contraddittoria con Isolaverde? La si critica e poi le si chiede di assumere altro personale (i paretari, ad esempio).

«Bisogna riorganizzarla. I servizi resi devono essere più efficienti e meno costosi».

La vostra opposizione è stata poco incisiva in questi anni?

«E’ vero. Sono stato lasciato solo».

Fabio Venere

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categoria:elezioni, martino tamburrano, domenico rana, provinciali 2009
martedì, 16 giugno 2009
On. Franzoso, alleanza difficile quella con Cito? «No, è anzi naturale e coerente, perché tutte le forze che sostengono il professor Rana appartengono ad un’area culturale e politica omogenea. E’ sul versante Florido, piuttosto, che c’è una innaturalità di fondo». Ma Cito continua ad attaccarla... «Non mi sento colpito da lui politicamente. Cito ha attaccato alcuni aspetti che attengono alla mia sfera personale. Io distinguo tra i diversi contesti e preferisco guardare agli aspetti nobili della politica, atteso che in gioco è il futuro dell’amministrazione provinciale, che ha bisogno di un quadro politico di riferimento coerente». In caso di vittoria non teme che possa essere difficile gestire la presenza di AT6? «La fase gestionale attiene al programma, che AT6 aveva già sottoscritto e che oggi ha riconfermato tornando col centrodestra dopo una fase di sbandamento». Nel Pdl non tutti hanno condiviso questa scelta. Teme contraccolpi? «Io invito ad evitare di offrire il fianco agli avversari. Guardiamo avanti, ai programmi già sottoscritti che restano immutati. Riflettiamo invece su quella incoerente ammucchiata che fa capo a Florido». Perché parla di “ammucchiata”? «Cosa c’è di politico in una alleanza tra nove partiti totalmente eterogenei? Quali garanzie di governabilità possono offrire? Cosa c’entrano Casini, la Poli Bortone, i Cesa, i Buttiglione con Diliberto, Di Pietro, Vendola, Ferrero? E’ una aberrazione per salvaguardare inqualificabili ed egoistici riposizionamenti, che qualcuno vorrebbe nobilitare come “laboratorio” politico, esercitati sulla testa dei tarantini». Per il Pdl non sarebbe stato più naturale l’alleanza col Terzo Polo? «Ho lavorato per questo, per l’apparentamento con l’intero Terzo Polo, AT6 compresa. Ma evidentemente dall’altra parte c’erano disegni che andavano oltre Taranto e i tarantini. Casini aveva detto che mai si sarebbe alleato con Di Pietro e con Vendola. Ora chiuderanno la campagna elettorale a braccetto e forse a braccetto li rivedremo alle regionali...» Enzo Ferrari
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categoria:politica, provinciali 2009
sabato, 13 giugno 2009
Nella tarda mattinata di oggi è stato sottoscritto presso la Corte d'Appello di Taranto l'apparentamento ufficiale tra le liste che compongono la coalizione che sostiene il Prof. Domenico Rana e la lista AT6 che fa riferimento a Giancarlo Cito.

Tutto il resto dei partiti e delle iccole liste civiche che appoggiavano Tarantino e Fisicaro si apparentano ufficialmente con Gianni Florido.

Non ci resta che votare compatti per il candidato Presidente Domenico Rana, affinchè anche il "Progetto Massafra" abbia la sua naturale evoluzione anche in Provincia. Forza Professor Rana!

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categoria:giancarlo cito, domenico rana, provinciali 2009

Conteggio dal 14/09/2008