giovedì, 04 dicembre 2008

di ALFIO GIANNI MEDEA* 

*Già dirigente coordinatore di settore della Regione Puglia, Lecce 

Mi unisco al coro di proteste di tanti cittadini che manifestano il proprio disappunto, anche sulla Gazzetta, per la dissennata decisione del governo regionale di destinare la bella cifra di 6.000.000,00 euro (circa 12 miliardi delle vecchie lire) alla realizzazione delle cosiddette «notti bianche» in alcune località della Puglia, si dice per promuovere il turismo e per non perdere i soldi 
ricevuti dall’apposito fondo europeo, da rendicontare entro il 31 dicembre 2008. 

    È prevista anche un’esibizione a Lecce di un circo acrobatico, tra l’altro in pieno centro urbano - ormai da giorni invaso da giganteschi tralicci e gru, con fili tesi per le acrobazie sovrastanti l’antico «Sedile» e la stessa colonna romana su cui poggia la statua del patrono S.Oronzo - e che aggraveranno in maniera sconsiderata il traffico gia caotico della zona. 

    Mi limito solo a dire, sotto il profilo tecnico-giuridico, che: 

    a) è del tutto risibile e comunque indimostrabile l’affermazione fatta dall’assessore regionale al Turismo, secondo cui «ogni euro speso ne frutta venti», perché non è sicuramente con iniziative del genere - destinate al massimo ad allietare qualche migliaio di cittadini pugliesi e neppure qualche sparuto gruppo di turisti, pressocchè inesistenti in questo periodo dell’anno - che si promuove il turismo pugliese presso strutture al
berghiere; nel periodo da maggio a settembre - avrebbe potuto veramente far invadere di forestieri tutte le aree pugliesi e rafforzare sempre più il nascente movimento turistico verso le nostre terre; 

    b) un programma del genere, specie per l’entità della cifra che si spende, dovrebbe comunque essere varato a seguito di apposito bando pubblico, e sarebbe interessante conoscere se ciò è avvenuto nel rispetto anche delle regole che presidiano in campo nazionale ed europeo. Gli esempi dati negli anni passati, con programmi turistici approvati e con bandi pubblici poi mai portati a compimento, peraltro senza che i partecipanti abbiano mai avuto cognizione formale dei motivi, non fanno certo immaginare che qualcosa sia cambiato rispetto alla tendenza di utilizzare poi i cospicui fondi del Turismo … a tarallucci e vino, e con affidamento diretto.

La Gazzetta del Mezzogiorno

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martedì, 10 giugno 2008

Signori...

senza voler fare nessuna polemica...

potreste cortesemente riferirci a che punto siamo sul problema Randagismo?

La dottoressa Massaro a giugno del 2006 prendeva impegni sul tema, l'altro ieri ho visto un branco di 22 dico ventidue cani, ed ho sentito da un amico che una ragazzina è stata morsa su Viale Marconi.

Per cortesia se non avete già preso in carico il problema non sarebbe ora di mantenere le promesse?

E vi prego non tacciatemi di opportunismo politico, sono un elettore di Tamburrano, da cui mi aspetto serietà e determinazione su questo problema!!!

Saluti e buon Lavoro

Dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 22 giugno 2006 - «Presto in città sarà risolta la piaga del randagismo». L'annuncio giunge dal neoassessore alla Sanità, Servizi Sociali, Politiche della Famiglia e Pari Opportunità, Vita Massaro. «Da molto tempo - afferma l'assessore Massaro - i nostri concittadini sono costretti a convivere con gravi problemi igienico-sanitari legati alla sempre più diffusa presenza di grossi ratti e centinaia di cani randagi. È giunto il momento di porre fine a queste vecchie problematiche rimaste irrisolte dalla precedente amministrazione. Ieri - aggiunge l'assessore - abbiamo avuto dei contatti con i responsabili di un canile, i quali a breve predisporranno un servizio per l'accalappiamento dei randagi; realizzeremo un'anagrafe canina che permetterà, attraverso i microchip e la sterilizzazione, di avere la situazione sotto controllo». Dal 1991 è obbligatorio dichiarare e registrare il possesso di un cane presso l'anagrafe canina della propria Asl di residenza mediante il microchip, una minuscola capsulina di materiale biocompatibile, che non provoca nessun rigetto né fastidio. Ha molti vantaggi: l'applicazione è veramente indolore e non richiede anestesia; perciò si può mettere su cani giovanissimi anche di taglia molto piccola e a cani anziani, non sbiadisce col tempo, come poteva accadere con il tatuaggio, è applicato in una zona facilmente controllabile con un apposito «lettore» che è in possesso di tutti i veterinari che operano in ambulatorio e del Servizio Veterinari Asl, oltre che dei canili di ricovero dei cani randagi. Il Comune di Massafra, ad oggi, risulta sprovvisto di una mappa capace di stabilire il numero dei cani randagi presenti in città. «Il fenomeno del randagismo - commenta l'assessore - è molto esteso. All'atto del nostro insediamento non abbiamo trovato alcun documento riguardante questa piaga. Bisogna dar atto al sindaco Tamburrano dell'immediato interessamento. Il sindaco con l'ausilio degli assessori preposti si è attivato affinché vengano reperite dal «difficile» bilancio ereditato le risorse economiche occorrenti». L'impegno però non termina qui. «Ci adopereremo per dotare la città di un alloggio per cani. Il nostro obiettivo è il recupero e il completamento del canile abbandonato in contrada Cernera. Con l'ausilio del dirigente dell'Utc, Simone Ceppaglia stiamo cercando di acquisire i vecchi atti. Ci attiveremo, inoltre, per riprendere il progetto del canile intercomunale (Massafra - Mottola - Palagiano). Infine - conclude Vita Massaro - promuoveremo iniziative per sensibilizzare l'adozione dei cani abbandonati». a.picc.

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venerdì, 30 maggio 2008

Gentile Sindaco,

con l'arrivo dell'estate tutta massafra inizia a contare i morti che ci saranno sulle strade. Quando potremo vedere qualche posto di blocco nella nostra città? Perchè durante la notte sul corso sembra di stare a indianapolis e nessuno fa nulla?

Sperando che il mio messaggio venga colto e capito le auguro buon lavoro.

Saluti,
Luigi 1983

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domenica, 18 maggio 2008

pillininiL'artista esprime i suoi giudizi sul discorso d'insediamento del presidente del Consiglio con una lettera al Corriere della Sera: «In Parlamento ha scelto i toni giusti. Ma il merito è anche di Veltroni, il primo a rispettare il suo rivale».

Caro direttore, se non è un bluff, come sospetta Di Pietro, forse Silvio ci sta dimostrando che l'uomo quando vuole sa anche cambiare. E non è poco, se si pensa che la storia si regge sugli errori precedenti e addirittura, sui crimini precedenti. Quasi come se l'uomo, specialmente quello stupiens del futuro, non potesse fare a meno di uccidere. Non potesse fare a meno di stuprare, avvelenare l'aria che respiriamo, rubare i bambini o venderli già da quando sei incinta. Insomma a quanto pare le cose non sono cambiate da quando Caino uccise suo fratello. Ma il discorso e i toni di Silvio in Parlamento mi sono piaciuti. Direi che aveva anche un certo fascino da grande attore. Certo è presto per dirlo, ma il buongiorno a volte si vede dal mattino. E il merito forse sarà anche un po' di Veltroni, che già in campagna elettorale aveva iniziato questo tipo di politica all'insegna del rispetto per l'avversario, pur combattendolo. Ricordo quando Berlusconi pubblicamente strappò il programma del Partito democratico. Per tutta risposta Veltroni, nonostante la delusione che si leggeva nei suoi occhi per l'affronto subìto, esordì con una frase che oserei dire storica per quanto era spiazzante: «Noi invece il suo programma lo leggiamo», disse il Weltro inconsapevole di quale peso fosse portatore quella sua frase, che come una pietra tombale sembrava sentenziare la fine degli insulti. E il Parlamento, almeno nel primo giorno, ne ha dato una prova. Era bello vedere il nuovo modo di Berlusconi e il silenzio attento di una sinistra pronta a captare ogni minima innovazione da qualunque parte provenisse. A partire dal suo leader che ascoltava a testa bassa vicino a un Franceschini assorto e riflessivo e, il bel gesto di Anna Finocchiaro nel riconoscere al «nano» un'altezza fino ad allora sconosciuta. Una stretta di mano schietta e sincera, nella quale, fra i complimenti, erano compresi anche quelli che lo mettevano in guardia per la grossa responsabilità che gli hanno dato gli italiani. Tutto, insomma, sembrava a posto come in un copione perfetto dove ognuno aveva la sua parte: il buono che apriva al dialogo e la geniale impennata del cattivo Di Pietro che insinuava il sospetto di una trappola in cui «l'Italia dei valori non ci sta». Naturalmente subito seguita da un mormorio di dissenso, che persino quello è apparso diverso e innovativo. Come innovativo e in splendida forma direi, è apparso il coraggioso Casini, per la sua imperterrita coerenza, quando in modo pacato e simpatico ha replicato alla piccola gaffe di un Fini, colto in atteggiamento tenero ed entusiasta come quello di un bambino al suo primo giorno di scuola, ma soprattutto di fronte alla nuova playstation. Quella del Parlamento, che può essere la più veloce di tutte o la più lenta, a seconda da chi la guida. E Fini, del quale invidio la sua simpatica dialettica, non ho dubbi che la guiderà nel migliore dei modi. Accidenti! Mentre scrivo vedo che c'è un disturbo alla Rai, forse è l'antenna, che fastidio, se c'è una cosa che dovrebbe essere libera da ogni disturbo è proprio la Rai... perché ti deconcentra... non mi ricordo più cosa stavo scrivendo ah si, dicevo che le cose stanno camb... ah ma il difetto è solo su Raitre, infatti vedo una scritta a tutto schermo che dice: CANCELLATO, mentre sul Corriere di oggi leggo che non è stato cancellato il disturbo, ma è stato cancellato invece un programma di informazione importante come Primo piano da sempre attribuito alla testata diretta da Antonio Di Bella. «Questo è ciò che ha deciso il Consiglio Rai alla fine del suo mandato». Ma questi qua, alla fine del loro mandato non potevano sfogare la loro stoltaggine in altro modo anziché concentrarsi sul come nascondere la verità alla gente?... La grandezza di questa colossale cazzata sta nel fatto di avere preso una decisione così ISTERICA e imbecille proprio alla fine del loro mandato. Un gesto di una tale idiozia che non può non configurarsi in una vera e propria pugnalata alla schiena di Berlusconi, per farci credere che lui non è cambiato. Ma io insisto e il mio sesto senso mi dice, anche se il mattino è cominciato da poche ore, che lui invece è cambiato. Insomma gli uomini cambiano, pare. C'è chi di fronte a un successo diventa umile e saggio e chi invece non riesce a trattenere quella dose di ipocrisia e anche di arroganza come ad esempio La Russa, per il quale ho sempre nutrito una certa simpatia, ma fortemente in ribasso da quando l'altra sera a Porta a Porta, in virtù della sua nuova investitura come ministro della Difesa si atteggiava, con due centimetri di cerone mai messo prima, a spargere parole di insegnamento a Casini, che di tutto aveva bisogno tranne che dei suoi appunti. Ecco un esempio tipico di come il successo ti può confondere: prima della nomina sei simpatico perché parli come ti viene, senza controllare le espressioni in quanto essendo spontaneo sono tutte giuste. Poi improvvisamente diventi ministro della Difesa, ti metti due dita di cerone, vai a Porta a Porta con la faccia di cera e dici a Casini che ha sbagliato a correre da solo mentre invece ha avuto il coraggio di fare ciò che pochi politici sono all'altezza di fare, prova ne è che i suoi elettori l'hanno ampiamente premiato. Insomma La Russa, tu devi subito rimediare prima che sia tardi. Non devi più metterti il cerone altrimenti perdi quelle caratteristiche che fanno di te il personaggio che sei e non un manichino della Difesa. Devi farlo subito altrimenti Fiorello non ti imita più e sarebbe un disastro non solo per te, ma anche per lui... Adriano Celentano

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domenica, 11 maggio 2008

matrimonioGentile direttore, vivo la difficoltà di far sposare un figlio, nel senso che affrontare un matrimonio, seguendo la tradizione, ormai significa spendere una barca di soldi. Quando ho organizzato il matrimonio della mia prima figlia, esattamente otto anni fa, ricordo che un pranzo luculliano al ristorante è venuto a costare cento mila lire a persona. Una somma che allora consideravo abbastanza elevata, ma che oggi (corrispondenti a poco più di 50 euro) considererei incredibilmente vantaggiosa, se qualche ristoratore me la facesse. Ho girato in lungo e in largo tutta la nostra provincia per cercare un ristorante che mi permettesse di fare una figura decorosa con gli invitati ed allo stesso tempo non salassasse le nostre tasche, ma non sono stato fortunato. E’ difficile scendere al di sotto dei quindicimila euro una volta che si aggiungono ai soldi necessari per il ristorante, anche quelli per fiori, fotografie, vestiti, viaggio di nozze. Somma che ulteriormente si impenna se i ragazzi devono ancora organizzarsi anche per mettere su casa. Certo, si potrebbe obiettare che sono gli sposi stessi che dovrebbero essere in grado di pagare da soli la cerimonia delle loro nozze, ma mi chiedo come possano farlo visto che, se tutto va bene, riescono ad avere uno straccio di contratto di lavoro per incominciare a mettere su famiglia. Anche noi ai nostri tempi abbiamo dovuto affrontare diverse difficoltà, ma avevamo qualche certezza in più per il futuro che ai nostri ragazzi oggi viene negata. Siamo costretti a fare noi ciò che loro non potrebbero mai affrontare, a meno che non intendano sposarsi a 60 anni. Lettera firmata-Taranto

Gentile lettore, ormai ci siamo messi l’anima in pace sul fatto che l’avvento dell’euro ha fatto galoppare negli ultimi anni i prezzi dei servizi e di tutti i generi di consumo. La maniera per risparmiare però esiste, basta avere un po’ di scaltrezza, e soprattutto il buongusto di non eccedere nello sfarzo. Esiste una netta controtendenza in materia di ricevimenti nuziali, ci sono sempre più coppie che scelgono un rinfresco veloce con pochi invitati, e alla fine un bel viaggio. Dalla rubrica Lettere al direttore, Taranto Sera 


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Conteggio dal 14/09/2008