Domenico Rana, Matteo Di Giorgio, Giuseppe Tarantino, Martino Tamburrano: è questa la rosa dei nomi dalla quale uscirà il candidato del Pdl e di AT6 alla presidenza della Provincia. L’intesa tra il Popolo della Libertà e la Lega d’Azione Meridionale passa da una di queste quattro vie. «Ho già l’accordo con il ministro Raffaele Fitto», ha annunciato stamattina Giancarlo Cito, in una conferenza che sembra essere stata convocata per rimarcare il suo ruolo determinante nel centrodestra. «Con Fitto ci siamo stretti la mano, l’accordo non è in discussione». A meno che... «A meno che, ma sono sicuro che questa ipotesi non si verificherà, il candidato non dovesse essere l’onorevole Pietro Franzoso. Nulla contro la persona, le ambizioni sono legittime ma per vincere bisogna fare le valutazioni su quello che può essere il candidato migliore. E noi vinceremo al primo turno, però bisogna far presto per rispetto nei confronti dei cittadini. Non bisogna ripetere l’esperienza di cinque anni fa, quando il candidato (Michele Tucci, ndr) fu scelto all’ultimo momento. Ripetere quell’errore sarebbe masochismo». Non si può dire che a Cito difetti il dono della chiarezza: «Se il candidato sarà Franzoso, me ne vado per fatti miei». Il nome buono dovrebbe venir fuori lunedì o martedì, subito dopo la conclusione del congresso del Pdl. Qualche frecciata Cito l’ha indirizzata ai sindaci Cristella e Quero, per l’uso strumentale che a suo dire sarebbe stato fatto del documento pro-Di Giorgio e ai «manovratori che si nascondono anche nel Pdl». Poi un “avvertimento” «agli uomini di Florido» («se continuano ad attaccarmi, gliela canto io la serenata sulla Provincia») e infine una profezia su Stefàno: «Dopo le elezioni se ne andrà a casa». Molto savoir faire con i giornalisti, anche in questo a voler segnare la distanza con quel sindaco col quale, pure, aveva vissuto momenti di... tenerezza. Enzo Ferrari (foto www.tarantosera.com)