sabato, 04 novembre 2006

4Novembre06Corona d'alloro al monumento dei caduti e celebrazione Eucaristica

La Città di Massafra, memore del sacrificio di migliaia di Italiani caduti per il riscatto e l’indipendenza della Nostra Patria, nella GIORNATA DELL’UNITA’ NAZIONALE E DELLE FORZE ARMATE organizza per oggi la seguente manifestazione:

-   ore 9.30  Festa delle Forze Armate raduno in Piazza Garibaldi e avvio del Corteo verso il Monumento ai Caduti, in Piazza Vittorio Emanuele, dove sarà deposta una Corona di Alloro;

- ore 10.00 celebrazione Eucaristica in memoria dei Caduti, in Piazza Vittorio Emanuele, presieduta dal Vicario Foraneo don Salvatore Di Trani. La suddetta manifestazione rappresenta anche un momento di "gratitudine" per la meritoria azione quotidiana svolta dalle Forze Armate a difesa delle Istituzioni e della convivenza civile in tempo di pace.

UN PO’ DI STORIA - Il 4 Novembre, una data storica per l'Italia. Ottantotto anni Frecce_Tricolori_Vittorianoorsono, si completava con la fine della Prima Guerra Mondiale, il ciclo delle campagne nazionali per l'Unità d'Italia. Un cammino lungo, durato settant'anni, dalla Prima Guerra d'Indipendenza in avanti. Un percorso difficile, intrapreso da uno dei Regni preunitari e portato a termine con il concorso convinto della popolazione di tutte le regioni d'Italia, mosse dal desiderio di mettere sotto un'unica Bandiera le sorti della penisola.

IL MILITE IGNOTO - Dopo la 1^ Guerra Mondiale, le Nazioni che vi avevano partecipato vollero onorare i sacrifici e gli eroismi delle collettività nella salma di un anonimo combattente caduto con le armi in pugno. L'idea di onorare una salma sconosciuta risale in Italia al 1920 e fu propugnata dal Generale Giulio Douhet. Il relativo disegno di legge fu presentato alla camera italiana nel 1921. Approvata la legge, il Ministero della guerra diede incarico ad una commissione che esplorò attentamente tutti i luoghi nei quali si era combattuto, dal Carso agli Altipiani, dalle foci del Piave al Montello; e l'opera fu condotta in modo che fra i resti raccolti ve ne potessero anche essere di reparti di sbarco della Marina. Fu scelta una salma per ognuna delle seguenti zone: Rovereto, Dolomiti, Altipiani, Grappa, Montello, Basso Piave, Cadore, Gorizia, Basso Isonzo, San Michele, tratto da Castagnevizza al mare. Le undici salme, una sola delle quali sarebbe stata tumulata a Roma al Vittoriano, ebbero ricovero, in un primo tempo, a Gorizia, da dove furono poi trasportate nella Basilica di Aquileia il 28 ottobre 1921. Qui si procedette alla scelta della salma destinata a rappresentare il sacrificio di seicentomila italiani. La scelta fu fatta da una popolana, Maria Bergamas di Trieste, il cui figlio Antonio aveva disertato dall'esercito austriaco per arruolarsi nelle file italiane, ed era caduto in combattimento senza che il suo corpo potesse essere identificato. La bara prescelta fu collocata sull'affusto di un cannone e, accompagnata da reduci decorati al valore e più volte feriti, fu deposta in un carro ferroviario appositamente disegnato. milite ignotoLe altre dieci salme rimaste ad Aquileia furono tumulate nel cimitero di guerra che circonda il tempio romano. Il viaggio si compì sulla linea Aquileia-Venezia-Bologna-Firenze-Roma a velocità moderatissima in modo che presso ciascuna stazione la popolazione ebbe modo di onorare il caduto simbolo. La cerimonia ebbe il suo epilogo nella capitale. Tutte le rappresentanze dei combattenti, delle vedove e delle madri dei caduti, con il Re in testa, e le bandiere di tutti i reggimenti mossero incontro al Milite Ignoto, che da un gruppo di decorati di medaglia d'oro fu portato a S. Maria degli Angeli. Il 4 novembre 1921 il Milite Ignoto veniva tumulato nel sacello posto sull'Altare della Patria. Al Milite Ignoto fu concessa la medaglia d'oro con questa motivazione: "Degno figlio di una stirpe prode e di una millenaria civiltà, resistette inflessibile nelle trincee più contese, prodigò il suo coraggio nelle più cruente battaglie e cadde combattendo senz'altro premio sperare che la vittoria e la grandezza della patria."  www.esercito.difesa.it

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venerdì, 23 giugno 2006

FIRMATA L'INTESA TRA ESERCITO E COMUNE intesa

Un servizio per i giovani e un “abbattimento” di distanze tra distretto militare e cittadini.

Questo lo spirito del protocollo d’intesa, tra Comune di Massafra e Esercito Italiano siglato questa mattina nella sala di rappresentanza di Palazzo De Notaristefani. A firmare l’importante documento sono stati il sindaco Martino Tamburrano e il generale di divisione Francesco Paolo Spagnuolo (nella foto
) in rappresentanza del Comando Reclutamento e Forze di Completamento “Puglia” dell’Esercito Italiano. Presso l’Ufficio Informagiovani Comunale, grazie alla stipula del protocollo, sarà possibile ricevere informazioni su tutte le attività promosse dall’Esercito Italiano inerenti all’arruolamento, specialmente per quello per volontari in Ferma Prefissata di un anno, nonché sulle opportunità di lavoro derivanti da una specifica formazione professionale acquisita durante la ferma militare e sulla prevista riserva di posti nei concorsi della pubblica amministrazione. Inoltre, sarà realizzata una interconnessione telematica per la richiesta e la trasmissione di documentazione militare.

Un servizio rivolto non solo ai giovani, ma anche a chi ha assolto gli obblighi di leva molti anni fa. Il sindaco Tamburrano, durante il colloquio con il generale Spagnuolo, ha sottolineato come è in fase di cambiamento l’idea di un Comune “erogatore di servizi ed esattore”. Questo processo di “novità” – ha continuato il sindaco -  va incentivato e supportato.

Altri temi affrontati nell’amichevole incontro sono stati: orientamento universitario e formazione; possibilità di utilizzo di sedi decentrate per corsi di formazione. La cerimonia si è conclusa con uno scambio di doni.

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Conteggio dal 14/09/2008