mercoledì, 11 novembre 2009
«Qualcuno ci vuole mettere da parte». È il grido d’allarme del sindaco di Massafra, Martino Tamburrano, che a campagna elettorale ormai partita tira in ballo le prossime regionali e parla della sua città, che negli ultimi anni è rimasta senza un rappresentante in seno alla massima assise pugliese. Una condizione che ha sicuramente nociuto alla città delle Gravine, che più volte si è vista sbattere la porta in faccia dopo aver avanzato alcune richieste alla Giunta Regionale, oggi presieduta da Nichi Vendola. Si riavvicinano le elezioni e si rifà vivo il problema del ‘mordi e fuggi’, ossia quella situazione in cui molti politici ‘esterni’ arrivano, prendono voti massafresi e poi scappano via. Qualcuno nel centrodestra vuol fare le scarpe a Massafra, almeno questo fa intendere e dice il primo cittadino massafrese: «Sto notando alcuni accerchiamenti da parte di qualche dirigente del mio partito, e parlo soprattutto di qualche parlamentare, che vogliono isolare la nostra città, utilizzando qualcuno degli esponenti locali poco esperti, cercando di dividere». Per questo motivo Tamburrano annuncia la convocazione di un tavolo, al quale parteciperanno tutti gli esponenti locali del Popolo della Libertà, per decidere sulle mosse da adottare per far valere la propria voce in merito alle candidature delle prossime elezioni regionali: «Faremo una riunione di gruppo, consiglieri ed assessori, nella quale stabiliremo chi saranno i dirigenti di partito e chi proporremo come candidato alle regionali, partendo dalla forza numerica dell’ex partito di Forza Italia, ma soprattutto dall’impegno che ognuno di noi ha profuso dall’atto dell’insediamento di questa Giunta. Lo faremo con serenità, onestà, con concretezza e soprattutto tenendo conto di quelle che sono le esigenze e le attenzioni dei cittadini di Massafra». Chiusura, quindi, a voci esterne alla città massafrese. Una presa di posizione, soprattutto dichiarazioni, nei confronti dei piani alti della dirigenza pugliese del partito, che qualcuno non prenderà bene. Tamburrano chiede un ruolo importante, primario, per la sua città all’interno del Pdl, chiede spazio per Massafra e per i suoi candidati, che dovranno essere candidati con la concreta possibilità di poter approdare in consiglio Regionale. Il tutto naturalmente con l’obiettivo di dare maggior peso alla città nel caso in cui il centrodestra vinca le elezioni e torni a governare la Puglia. Magari proprio Tamburrano potrebbe far parte di quella lista di candidati di cui lui stesso parla, anche se da Palazzo di Città sono pronti a smentire, almeno per il momento, le voci che il sindaco di Massafra possa decidere di mettersi in gioco per una poltrona regionale. Il toto candidature è cominciato, e già si vedono nubi all’orizzonte. Graziano Fonsino [Corriere del Giorno]. Foto: L. Serio
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venerdì, 26 giugno 2009

“Nessuna crisi. Si va avanti”. MartinoTamburranoMartino Tamburrano, sindaco di Massafra, risponde così alle dichiarazioni lanciate dal palco il giorno prima da Michele Mazzarano, vicesegretario regionale del Partito Democratico, che all’indomani della vittoria in Provincia aveva invitato il primo cittadino a rivalutare la posizione della sua maggioranza. Invece il consigliere provinciale del Pdl rispedisce al mittente il messaggio, come se nulla fosse, perché per lui nulla è stato: “Onore al merito – dice –. Florido ha vinto. È venuto a Massafra a ringraziare, ma credo che il merito di questa attenzione sulla nostra città l’abbia creato io, con una campagna elettorale volta a pretendere voce in capitolo per una città che vuole risposte alle tante richieste”. Per Tamburrano non si è trattato di una sconfitta, anzi: “Il Pdl a Massafra ha vinto, eleggendo in maniera chiara al primo turno due consiglieri provinciali, cosa che non era mai accaduta. Chi fa certe dichiarazioni dopo il secondo turno mi fa pensare che non sappia fare politica”. Però il secondo turno ha premiato il Pd, e Tamburrano ne ha la spiegazione: “Il secondo turno è stato condizionato da basse percentuali al voto, e soprattutto credo debba ringraziare ancora la città. Quel voto è stato il rigetto dell’accordo tra Pdl e Cito. Non si può dire alla gente di dimenticare quello che si era detto una settimana prima. Votando così i cittadini hanno salvato l’onore della città”. Punta il dito sull’accordo Pdl – Cito, al quale era stato contrario, obbligato ad accettarlo: “Sono un uomo di partito. Ho fatto la mia campagna elettorale. Sono abituato ad essere molto coerente. Oggi prendo atto che Rana non ha vinto e che le responsabilità vanno ricercate”. Chiede impegno a Florido, tendendo una mano e richiamandolo su alcuni temi: “Ora speriamo che Florido sostenga finanziariamente il nostro carnevale e il nostro palio, che si accorga delle nostre Strade Provinciali dissestate, che si accorga delle necessità e dello stato delle nostre scuole, come l’Amaldi, la scuola d’arte, il cantiere del Liceo, l’istituto Agrario ed altre. Rivogliamo il Paisiello a Massafra, perché vi studiavano 50 nostri studenti. Se lui lo riterrà sarò il suo collaboratore più vicino in qualità di sindaco e di consigliere provinciale. La mia opposizione sarà rigida ma leale, di confronto alto e di scontro garbato, se sarà necessario”. Contento, comunque, per il risultato politico. Massafra ha quattro consiglieri provinciali. Una mentalità che sta cambiando: “La politica a Massafra ha oggi il merito di aver attratto le attenzioni provinciali, regionali e nazionali su di se. Credo che finalmente quello che avevamo detto qualche anno fa si sta avverando. Massafra sta crescendo culturalmente, socialmente e anche politicamente. Credo molto nel dibattito politico, se questo porta ad una crescita della città”. Risponde a Mazzarano, senza escludere discussioni interne alla maggioranza: “L’amministrazione è solida. Ha lavorato bene e continua a farlo. Tutto quello che si fa lo si fa nell’interesse della città. Il centrodestra dibatterà sul voto espresso dalla città. Dobbiamo riorganizzare il partito, individuando il segretario cittadino ed un direttivo responsabile dei vari dipartimenti. Se c’è qualcuno che ha lavorato male si percepirà nella maggioranza. Le valutazioni verranno fuori dalla riunione di maggioranza, nella quale inviterò i rappresentanti della Dc e della Lista Tagliente. Poi c’è la disponibilità a portare avanti il programma di Fedele e Lasigna”. Annuncia la prossima battaglia: “La riapertura dell’ospedale”. Graziano Fonsino - Corriere del Giorno

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mercoledì, 24 giugno 2009

«Se questa per l’opposizione è una vittoria, noi vogliamo sempre perdere così...». Il giorno dopo i ballottaggi delle amministrative, Silvio Berlusconi sceglie l’arma dell’ironia per colpire il centrosinistra, e quella della matematica per illustrare la dimensione dell’affermazione della maggioranza: il centrodestra, che governava solo 9 delle province in palio, ora ne guida 34 e gli italiani amministrati da giunte imperniate sul Pdl passano, nelle province dove si è votato, da 5 milioni a 21 milioni. Berlusconi non è solo nello sbeffeggiare gli avversari. Da Ignazio La Russa («10-100-1000 di queste sconfitte) a Maurizio Gasparri («Franceschini ha subito una disfatta, che non se ne renda conto ci preoccupa per il suo futuro»), in tanti seguono le orme del premier. Ma c’è anche un altro motivo per il quale nel centrodestra si guarda con soddisfazione al risultato del voto: l’inchiesta di Bari, diventata di dominio pubblico proprio nell’intervallo tra i due turni delle amministrative, non ha spinto il Pd oltre una dignitosa tenuta delle posizioni. Insomma, per dirla con il sottosegretario Paolo Bonaiuti «la politica del pettegolezzo non ha vinto». Anche se è altrettanto vero che la vicenda delle ragazze ospiti di Palazzo Grazioli, con il suo strascico di polemiche, ha frenato l’avanzata del Pdl. Anche per questo motivo, nel centrodestra, più del Pdl, è la Lega Nord a sentirsi davvero vittoriosa. Determinante nella riconquista delle province del Nord finite a sinistra (come Milano e Venezia), soddisfatta per il flop del referendum elettorale, ora il Carroccio può alzare il prezzo: «Abbiamo un quarto dei voti della coalizione, un terzo dei voti del Pdl. Quindi, se l’anno prossimo si vota in 13 regioni, ne vogliamo noi almeno tre del Nord», proclama il ministro Roberto Calderoli. Nonostante l’esultanza del centrodestra, nel campo dei Democratici non si respira aria di Caporetto. I risultati del Centro-Sud, la tenuta di alcune importanti realtà del Nord come Torino e Padova, e la stessa sconfitta di misura a Milano, fanno dire all’ex ministro del Pd Luigi Berlinguer che «la notte è passata». Ai Democratici si impone però il problema delle alleanze. L’Idv di Antonio Di Pietro o l’Udc di Pier Ferdinando Casini? Massimo D’Alema, che non ha mai nascosto di voler allargare l’alleanza all’Udc, vede «un’interessante capacità di costruire alleanze oltre il centrosinistra, e dove questo è avvenuto, ha dato risultati positivi». A chiedere chiarezza è il leader dell’Italia dei Valori, che fa sapere di non avere intenzione di aderire ad un’alleanza che veda tra i suoi soci anche i centristi dell’Udc: «Il Pd deve decidere che cosa vuole fare da grande e poi, solo dopo, possiamo parlare di possibili alleanze». Tra l’altro, osserva, «nelle recenti elezioni ha pesato per il Pd più l’Idv nelle situazioni in cui si è raggiunto un accordo». «Non staremo con un Pd - sottolinea Di Pietro - che sta con un piede in una scarpa con l’Udc, un piede in un’altra scarpa, e rischia di rimanere senza scarpe».  


da www.ilpopolodellaliberta.it


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venerdì, 19 giugno 2009

Questa sera, alle ore 21:00, nel piazzale antistante il Centro Anziani (nei pressi dello Stadio comunale) a Massafra, si terrà la manifestazione conclusiva della campagna elettorale a sostegno del candidato Presidente della Provincia di Taranto Domenico RANA. Sarà l’occasione per spiegare ai cittadini la verità sulla gestione dei rifiuti nella Provincia di Taranto.


I CITTADINI SAPRANNO SCEGLIERE


Un breve commento sulle alleanze costituitesi per l’elezione del Presidente della Provincia di Taranto. A sostegno del prof. DOMENICO RANA, candidato dalla coalizione di centrodestra, si è avuto l’apparentamento con due liste che si sono aggiunte allo schieramento iniziale, la Fiamma Tricolore e At6 dell’on. Giancarlo Cito. Trattasi, come noto, di partiti da sempre schierati nell’area di centrodestra, mai resisi protagonisti di ribaltoni o scelte camaleontiche. Nel versante opposto, la coalizione del centrosinistra, con candidato il Presidente uscente Giovanni Florido, al raggruppamento iniziale, costituito da 7 liste, ha accorpato altri 8 partiti. In tutto 15 partiti, con l’aggiunta, davvero stupefacente, di associare nella coalizione due candidati presidenti, Tarantino e Fisicaro, duramente contrapposti a Florido al primo turno. Tale situazione non abbisogna di molti commenti, si illustra da sola. Da una parte troviamo un raggruppamento omogeneo, con programmi simili, costituto da liste da sempre ben identificabili per sostenitori ed avversari. Un apparentamento coerente, che non calpesta i valori di appartenenza e che, messi da parte i personalismi, è in grado di lavorare in maniera coesa per il bene e nell’interesse del territorio. Dall’altra troviamo invece un’alleanza con dentro tutto e il contrario di tutto, dalla destra d.o.c. della Poli Bortone all’estrema sinistra di Rifondazione Comunista, passando per i centristi opportunisti dell’Udc, per gli ex forzisti di Tarantino e per i giustizialisti dell’Idv di Di Pietro, tutti assemblati da Florido per salvare a ogni costo la poltrona del potere. Quanto potrà durare questa “alleanza”? I primi segnali di disgregazione si sono già manifestati, con le dimissioni di autorevoli esponenti dell’Udc, contrari all’accordo con la sinistra, e di dirigenti di spicco di Rifondazione e dei Comunisti Italiani, che non hanno digerito l’accorpamento con la destra. Insomma, trattasi di una “armata brancaleone”, simile, anzi peggiore del governo Prodi di recente e sciagurata memoria. I cittadini jonici sono stanchi del trasformismo, di questo modo di gestire o mal gestire il potere, e sapranno scegliere. Anzi, potremmo affermare che hanno già scelto, se è vero come è vero che Florido ha perso al primo turno il 20% di voti rispetto alle elezioni precedenti, che lo videro vincente. Questo nonostante il potere alla Provincia, al Comune capoluogo e alla Regione e a tutto ciò che ne segue. Legandoci all’attualità e usando termini “scolastici”, potremmo dire che FLORIDO è stato BOCCIATO. Cari elettori, buon voto a tutti e che il futuro della nostra Provincia sia migliore! Fonte pdlmassafra.it

giovedì, 18 giugno 2009
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mercoledì, 17 giugno 2009
«Sostengo al ballottaggio Domenico Rana non per convenienza ma per convinzione». In quest’intervista alla Gazzetta, Martino Tamburrano, sindaco di Massafra, riconfermato (alle scorse elezioni) consigliere provinciale, spiega le ragioni del suo sostegno a Rana. Sostegno che, evidentemente, conferma nonostante l’ingresso in coalizione di Giancarlo Cito, leader di At6. Tamburranno, come fa ora ad essere alleato di Cito?

«Superiamo i personalismi, pensiamo a cosa vogliamo fare per la provincia».

Nel suo comizio in piazza prima del voto, rivolgendosi a lei, disse: “Bisogna prenderlo a calci nel c...”. E lei, viceversa, disse: “Se viene a fare un comizio a Massafra, lo butto giù dal palco”. Ed ora, siete alleati. Incredibile ma vero.

«Ripeto, il faro che deve illuminare la nostra azione politica deve essere il buongoverno svolto dall’Amministrazione Rana nel quinquennio ‘99-2004. E in quella giunta c’era At6».

Sì ma quelle offese sono state pesanti.

«Erano il frutto di cattiva informazione. Qualcuno ha fornito all’on. Cito dei documenti amministrativi incompleti. Io, invece, gli ho procurato tutte le determine dirigenziali e gli atti amminstrativi che dimostrano come gli ampliamenti delle discariche di Grottaglie, Fragagnano e Statte sono stati decisi dalla giunta Florido».

Perchè votare Rana?

«Prima di tutto per punire l’azione inefficace e politicamente dolosa della giunta Florido. Basti pensare a quel che non è stato fatto per l’ambiente».

Ma come, la Provincia ha finanziato l’Arpa. Per la prima volta.

«Non esiste tra i due enti alcuna azione comune per il monitoraggio dei dati. In questi cinque anni, la situazione ambientale non è migliorata. Anzi, Florido ha ritirato la costituzione di parte civile nel processo contro l’Ilva».

E poi, cos’altro non l’ha convinta dell’azione di Florido?

«Potrei continuare all’infinito. Penso all’edilizia scolastica. Florido si vanta d’aver realizzate due scuole. Entrambe progettate e volute dal centrodestra. I mutui li ho firmati io quand’ero in giunta. E poi, il bilancio dell’Ente è ingessato da Isolaverde. Questa società va rivista. Costa troppo (8 milioni) e non dà vera stabilità. La Provincia dovrebbe assumere tutti i dipendenti».

Ma la legge Brunetta lo vieta. Non si può fare.

«Si può, invece».

Non ritiene che il centrodestra sia un po’ contraddittoria con Isolaverde? La si critica e poi le si chiede di assumere altro personale (i paretari, ad esempio).

«Bisogna riorganizzarla. I servizi resi devono essere più efficienti e meno costosi».

La vostra opposizione è stata poco incisiva in questi anni?

«E’ vero. Sono stato lasciato solo».

Fabio Venere

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giovedì, 11 giugno 2009

ringrazVenerdì 12 Giugno, alle ore 21:00, in piazza Vittorio Emanuele a Massafra i candidati di Massafra eletti al Consiglio Provinciale Martino Tamburrano per “Il Popolo della Libertà” e Nino Castiglia per “La Puglia Prima di Tutto” terranno il comizio di ringraziamento e racconteranno le loro sensazioni dopo l’importante risultato elettorale conseguito.

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mercoledì, 10 giugno 2009
Serrare i ranghi o aprire al terzo polo? Sono ore di riflessione per il candidato presidente del centrodestra Domenico Rana e i leader dei partiti che lo hanno sostenuto. Ieri sera Rana ha incontrato il coordinatore provinciale del Pdl Piero Lospinuso ed il vice Arnaldo Sala per analizzare i dati elettorali. Oggi l’incontro sarà allargato agli eletti, e agli eleggibili, mentre domani dovrebbe esserci una assemblea con tutti i candidati. Il principale nodo da sciogliere è quello dell’alleanza con il terzo polo. La tentazione di riappacificarsi con Cito e Tarantino c’è, è inutile negarlo, ma per ora riguarda una parte minoritaria della coalizione. Il ministro Fitto, come scriviamo in questa stessa pagina, domani dovrebbe avere un colloquio diretto con Cito ma la richiesta formulata dal leader di At6 din formalizzare un eventuale accordo con la presenza del suo simbolo sulla scheda, e dunque la divisione dell’eventuale premio di maggioranza, pare irricevibile a buona parte della classe dirigente del centrodestra. L’on. Pietro Franzoso, vice cordinatore regionale del Pdl, ha fatto sapere che «sul prossimo appuntamento, il 21 giugno, con il turno di ballottaggio non possiamo che auspicare, considerata la provenienza del consistente numero di voti espressi a Taranto, che quegli elettori, in autonomia, continuino a votare contro la politica e i rappresentanti della sinistra. Ora l’elettorato tarantino, che ha bocciato così duramente la sinistra comunale e provinciale - ha detto Franzoso - non può che convergere sul programma e sulla personalità di Domenico Rana, unico candidato alternativo alla sinistra di Florido e Stefàno». Un appello, insomma, più ai votanti del terzo polo che ai votati.  Il sindaco di Massafra Martino Tamburrano, uscito vincitore da una campagna elettorale che lo ha visto al centro di ripetuti e reiterati attacchi da parte del terzo polo e di Cito in particolare, alla Gazzetta dice che «al ballottaggio per far vincere città e provincia si deve parlare di programmi, lasciando da parte la tattica, anche sporca, utilizzata per le elezioni. Adesso è il momento di dare risposte concrete al territorio, specialmente da parte di chi, come me, come i sindaci, come altri consiglieri, ha già alle spalle alcune legislature in Provincia ed ha dunque diverse responsabilità addosso, a differenza di altri che volevano far eleggere persone che non hanno nulla a che fare con la politica ma che dovevano curare solo e soltanto altri interessi». Secondo Tamburrano, Rana al ballottaggio deve puntare «ad intercettare il voto di centrodestra che ha vagato altrove, bisogna riprendere il percorso normale che porti all’identità naturale dei due poli. Io credo che Florido abbia già perso perché un presidente uscente che non riesce ad andare oltre al 33 per cento dei consensi ha già perso, senza considerare che noi non non siamo al potere alla Provincia e alla Regione e dunque eravamo chiamati ad una battaglia particolarmente impegnativa». Tamburrano sulle eventuali alleanze per il ballottaggio si dimostra particolarmente cauto, soprattutto riguardo alla possibile presenza del simbolo di At6 sulla parte della scheda riservata a Rana. «Chiariamo quello che è avvenuto, bisogna analizzare quello che è avvenuto. Il simbolo sulla scheda, accanto ai nostri? Non sono io che decido, sono gli organi di partito che decidono, ma mi sembra difficile, in questa fase non c’è bisogno di correre dietro ai simboli ma di programmi seri e concreti». Mimmo Mazza - La Gazzetta del Mezzogiorno
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giovedì, 04 giugno 2009
Domani sera grande comizio finale in Piazza Vittorio emanuele. Alle 22,00 il sindaco Martino Tamburrano chiederà ancora una volta un voto trasparente, sereno e motivato per far crescere ancora la nostra città, e dare la spallata definitiva a tutti coloro che non vogliono il bene comune ma le divisioni e l'astio che contaminano la nostra comunità.
martedì, 02 giugno 2009

Questa sera, alle ore 18:00, presso la Sala Convegni dell’ Appia Palace Hotel a Massafra la candidata Barbara Matera si presenterà alla nostra Città. Barbara Matera che con i suoi soli 28 anni rappresenta la candidata più giovane della lista del Popolo della Libertà nella circoscrizione dell’Italia meridionale è conosciuta per essere stata attrice e conduttrice, è stata anche un’annunciatrice televisiva per la Rai. Diplomata in Scienze dell’Educazione e Formazione Primaria all’Università ‘La Sapienza’ di Roma, è stata prefinalista al concorso regionale di Miss Italia 2000 svoltosi in Puglia. Barbara non vede l’ora di poter dimostrare il suo valore e la sua serietà direttamente sul campo e con fatti concreti, così che la smetteranno di denigrare le donne che fanno politica con stupide ed offensive illazioni, figlie di una modo di fare politica antiquato ed anche di cattivo gusto. Saluterà i presenti il Sindaco della Città di Massafra Martino Tamburrano.

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Conteggio dal 14/09/2008