sabato, 12 dicembre 2009

Il sindaco della Città di Massafra, dott. Martino Tamburrano, condanna duramente  quanto accaduto al consigliere Cosimo Semeraro, capogruppo de “La Puglia Prima di Tutto”, “gambizzato” brutalmente nei pressi della propria abitazione da sconosciutiTutta l’Amministrazione, oltre ad esternare piena solidarietà al consigliere Semeraro e alla sua famiglia, così duramente provata da questo nuovo episodio violento, respinge fermamente tali gravi atti nei confronti della persona nonché rappresentante delle Istituzioni.

Nota stampa Comune di Massafra.

Già nello scorso mese di Gennaio era stato aggredito da quattro sconosciuti.

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domenica, 19 aprile 2009
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venerdì, 17 aprile 2009

Il cadavere di un uomo e' stato scoperto nelle acque del mar Piccolo, a Taranto, nella zona dei Cantieri Tosi. Si tratta di Giuseppe Gentile, di 35 anni, di Massafra. Il cadavere, a quanto si e' saputo, ha una lesione alla testa. L'allarme e' stato dato da un pescatore che ha visto il corpo dell'uomo impigliato ad un palo delle cozze. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, sono intervenuti gli agenti della Squadra Mobile e della Polizia Scientifica. Fonte Ansa.it


Cadavere ripescato tra le cozze. E' giallo.

E` giallo dopo il rinvenimento di un cadavere tra i pali delle cozze, in mar Piccolo. Giuseppe Gentile, trentaseienne massafrese, sposato e dipendente di una ditta di distribuzione di alimentari che ha sede nella zona industriale di San Giorgio Jonico é stato trovato privo di vita in uno specchio in ..... Fonte Tarantosera


Cadavere trovato nel mar Piccolo a Taranto. Il cadavere, a quanto si è saputo, ha una lesione alla testa. L'allarme è stato dato da un pescatore. Il cadavere di un uomo è stato scoperto nelle acque del mar Piccolo, a Taranto, nella zona dei Cantieri Tosi. Si tratta di Giuseppe Gentile, di 35 anni, di Massafra (Taranto). Il cadavere, a quanto si è saputo, ha una lesione alla testa. L'allarme è stato dato da un pescatore che ha visto il corpo dell’uomo impigliato ad un palo delle cozze. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, sono intervenuti gli agenti della Squadra Mobile e della Polizia Scientifica che hanno avviato indagini per chiarire le cause della morte. TROVATO UN BIGLIETTO. Un biglietto con annotazioni delle  quali non è stato rivelato il contenuto è stato trovato dai  carabinieri nell’auto di Giuseppe Gentile. La vettura era parcheggiata sul ponte punta penna. A quanto si è appreso, Gentile era dipendente di una ditta di distribuzione di prodotti alimentari e non aveva precedenti  penali. Il medico legale Massimo Sarcinella, su delega del pm  inquirente Mariano Buccoliero, ha compiuto una prima ispezione  sul cadavere, rilevando una ferita alla testa ed ecchimosi sul  volto e al collo. La morte sarebbe tuttavia avvenuta per  annegamento. Non è ancora stato stabilito se si tratti di suicidio o  omicidio. Il cadavere, trovato da un pescatore, è stato portato  a riva dai vigili del fuoco. La morte sarebbe avvenuta quattro o  cinque ore prima del ritrovamento, ma i famigliari di Gentile ne  avevano segnalato la scomparsa ieri sera.  La Gazzetta del Mezzogiorno

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venerdì, 20 marzo 2009
Foto Articolo“Non arriverà nessuno. Le forze dell’ordine stanno lavorando alacremente e trarranno presto le proprie conclusioni”. Sembra più sereno il sindaco Martino Tamburrano all’indomani dell’incontro in Prefettura con il Comitato per l’ordine e la sicurezza. Dopo le prime dichiarazioni allarmistiche in conferenza stampa, durante la quale lanciava un appello al Ministro Maroni, oggi il primo cittadino appare più fiducioso. L’audizione dal Prefetto è scaturita dalla serie di attentati incendiari di cui sono risultati vittime gli amministratori: tre consiglieri comunali, lo stesso sindaco e per ultimo il dirigente dell’Ufficio Risorse Umane del Comune. Si segue la pista politica, dunque, ed in prefettura Tamburrano si è recato per chiedere di far assicurare quanto prima alla giustizia i colpevoli. Il paese ha bisogno di tornare alla tranquillità. Fiducia. Questo il sentimento che traspare oggi dalla parole del primo cittadino. “Siamo vicini alla meta - afferma convinto - e non bisogna proprio ora distogliere le forze dell’ordine con le quali c’è buona sintonia”. Il primo cittadino appare anche soddisfatto del confronto di ieri. La sua serenità smentisce le voci di una lite negli uffici di via Anfiteatro. “Qualcuno ha detto che me ne sono andato via sbattendo la porta e dopo aver alzato la voce - dichiara - non è vero. Sono solo chiacchiere montate ad arte. Le forze dell’ordine stanno lavorando e ritengo che presto trarranno le conclusioni”. Smentisce anche l’arrivo di rinforzi: “Non siamo mica in guerra” commenta ironicamente. Fiducia nelle forze dell’ordine locali esprime anche Vita Massaro, commissario cittadino de La Puglia Prima di Tutto: “I fenomeni di delinquenza non possono oscurare il prezioso lavoro che la nostra compagnia dei carabinieri svolge con grande efficienza”.Taranto Sera - La voce della città

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giovedì, 19 marzo 2009

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mercoledì, 18 marzo 2009
Massafra: E' stato appiccato il fuoco la notte scorsa a un’auto di proprietà di Angelo Giannotta, dirigente del settore Risorse umane del Comune di Massafra (Taranto). Le fiamme hanno completamente distrutto il mezzo, una vettura 'Citroen' parcheggiata in via colonnello Scarano. 

E' stato l’ennesimo attentato incendiario a Massafra. In poco più di un anno sono finiti nel mirino sette esponenti politici, compreso il sindaco Martino Tamburrano, che guida una coalizione di centro-destra. E proprio questa mattina si è tenuto un vertice nella sede della Prefettura di Taranto sollecitato dallo stesso primo cittadino, che aveva minacciato le dimissioni parlando esplicitamente di emergenza sicurezza nel paese. Qualche giorno fa erano state incendiate due auto di proprietà di un consigliere comunale del Pdl.
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martedì, 17 marzo 2009
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lunedì, 16 marzo 2009
Foto ArticoloTaranto Sera - La voce della cittàTARANTO - Hanno tentato un furto al Lidl ma grazie alla segnalazione dei residenti della zona sono stati acciuffati dalla Polizia. Due insospettabili, entrambi giovanissimi, sono finiti nella rete tesa dagli agenti della Squadra Volante.
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lunedì, 16 marzo 2009

"Caso sicurezza", conferenza stampa del sindaco Martino Tamburrano


Martino_PatarinoNessuna intenzione di dimettersi, tanta voglia di combattere. Un attacco a chi continua ad attentare alla sicurezza di consiglieri e sindaco e a quella di Massafra. Una dura critica a chi dovrebbe fare il proprio lavoro, se non vogliamo chiamarlo dovere, e invece fa poco o nulla. Martino Tamburrano, nella conferenza su quello che ormai è diventato il ‘caso sicurezza' a Massafra, non attacca mai le forze dell'ordine del territorio (chiaro riferimento ai carabinieri) ma le critica duramente, mettendo in discussione il loro operato e ‘spronandoli' a dare di più ad una città che non si sente più sicura. Parte dalla volontà di rimettere il suo mandato da sindaco nelle mani del Ministro dell'Interno, e a chi magari sperava che accadesse davvero, e a chi già aveva intessuto sulla questione ricami beffardi (tra le voci quelle delle dimissioni "in coincidenza di chissà quale inchiesta"), risponde: "Non mi dimetto, e non mi dimetterei mai per un attentato o per delle minacce. Lo farei per una questione politica o personale. Continuiamo a lavorare. Non solo non mi dimetto, ma voglio la verità, quella che la città chiede". Passa poi all'elenco degli atti criminosi dei tre anni amministrativi sin qui vissuti: auto incendiate ai consiglieri Umberto Bommino, Antonio D'Eri, Antonio Laghezza, al sindaco di Massafra. L'aggressione fisica al consigliere Cosimo Semeraro, le intimidazioni e le minacce al consigliere Michele Bommino, che subisce anche due scassi presso la propria abitazione. Non dimentica "i saccheggi nelle scuole, gli atti vandalici a monumenti e al patrimonio della città, che sono costati centinaia di migliaia di euro, i furti nelle abitazioni. Di notte la nostra città - apostrofa Tamburrano - non è sicura, e qualcuno mi risponde che sono cose che accadono anche a Monteiasi. A me non interessa se è così - continua - io so solo che ci sono tantissimi attentati e nessun colpevole. Qualcuno dice che questa conferenza coincide con chissà quale inchiesta. Non faremo affannare più nessuno. Forniremo l'intero documentazione di tutti gli atti fin qui fatti dalla mia Amministrazione agli organi preposti, così non ci sarà più bisogno che ce li chiedano, li avranno tutti a disposizione". Richiama in causa il Ministero dell'Interno: "Non chiedo a Maroni le ronde. Credo che se tutti facessimo il nostro lavoro la sicurezza a Massafra ci sarebbe. C'è da chiedersi invece cosa si è fatto sino ad adesso per mettere al sicuro la città". Continua: "Sono stato oggetto di un'aggressione mediatica. Una persona di Massafra ha affisso dei manifesti scrivendo che ho cambiato 5 auto dall'inizio del mio mandato. Ho chiamato il comandante dei carabinieri e non ho avuto la copertura che un sindaco dovrebbe avere. In caserma mi hanno detto che decide un giudice, ho fatto una denuncia e forse lunedì la depositiamo a Taranto. Ho provato a chiamare due volte il comandante dei carabinieri, ma non mi ha più risposto. In conclusione, il manifesto è rimasto affisso secondo il suo normale decorso, quindici giorni. Così accade che un sindaco perde di autorevolezza". Critica ancora: "Aspettiamo tutto quello che ancora oggi, non avendo trovato i colpevoli, è permesso a tutti. A Massafra è ammesso tutto. Ora aspetto che dopo queste dichiarazioni qualcuno mi faccia delle multe per non aver messo la cintura di sicurezza, perché è l'unica cosa che potranno farmi. Io non mi sento più sicuro". Tamburrano si rivolge agli avversari politici: "Lo scontro politico deve essere libero, senza supporter che non sono politici. Ero in lizza benissimo per fare il presidente della Provincia, e penso di esserlo ancora". Chiude così, riferendosi ai tanti fatti accaduti contro l'Amministrazione: "Io delle idee le ho, spero che le attenzioni arrivino anche dall'esterno. Gli atti concreti per mettere al sicuro la città non devo farli io, devono farli gli altri. Credo che saremo più al sicuro se lavoreranno anche occhi esterni". Foto e articolo da www.corgiorno.it. Graziano Fonsino

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domenica, 15 marzo 2009
Foto ArticoloAmministratori nel mirino. Sos al Ministro dell’Interno, Roberto Maroni. L’ultimo attentato incendiario ai danni del consigliere azzurro Antonio Laghezza ha fatto scattare l’allarme. In tre anni sono state bruciate cinque auto e il consigliere della Puglia Prima di Tutto è stato vittima di un’aggressione. “Nessuno a Massafra si sente più al sicuro. C’è bisogno di maggiore attenzione dall’esterno”. E’ il sindaco Martino Tamburrano ad invocare un intervento tempestivo del Ministro Maroni. Questa mattina in conferenza stampa lo ha fatto ufficialmente. “Scarseggiano i colpevoli, anzi non ce ne sono ancora, mentre gli attentati continuano - ha detto - La città ha bisogno di un segnale. Da sindaco ho sentito il dovere di rispondere a questa esigenza”. Al Ministro, Tamburrano rivolge l’appello affinché si dia una svolta alle indagini e si possa tornare a dormire sonni tranquilli. In poco più di tre anni sono stati presi di mira gli amministratori comunali. Tutto è iniziato con l’incendio delle auto dei consiglieri Umberto Bommino e Antonio D’Eri. Poi è toccato al sindaco che in pieno dibattito consiliare ha dovuto abbandonare l’auto perchè richiamato dai vigili del fuoco che tentavano di spegnere le fiamme appiccate alla sua auto. Scene che il primo cittadino non dimenticherà mai e che, anche perchè colpito in prima persona, non se l’è sentita di rimanere inerme davanti all’ultimo fatto criminoso. E’ di mercoledì scorso l’ultimo incendio ai danni del consigliere Laghezza. Anche per lui fiamme alle due auto di famiglia. Poi ancora l’aggressione al consigliere Semeraro da parte di tre uomini incappucciati che lo hanno picchiato e obbligato alle cure in ospedale. Insomma un clima da Far West. Aveva parlato di rimettere il mandato al ministro il sindaco Tamburranno che precisa: “la mia è stata una forma di cortesia, nel senso che ho voluto dimostrare di essere pronto a combattere il crimine. Ho già delle mie idee che ho fatto presenti alle autorità competenti. Intanto il Ministro ci aiuti”. Tamburrano, quindi, non si dimette. “Non lo farei mai per un attentato” conclude salutando. Maria De Bartolomeo Tarantosera. Foto www.tarantosera.com

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Conteggio dal 14/09/2008