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MASSAFRA - Nel corso di servizio coordinato finalizzato alla prevenzione e repressione di reati in materia di stupefacenti, nel pomeriggio di ieri e nelle prime ore di oggi, personale del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Massafra diretto dal Tenente Alessandro Starace, con l’ausilio di unità del Nucleo Carabinieri Cinofili di Modugno (BA), ha arrestato due giovani massafresi: C.C. 33 anni massafrese trovato in possesso di 2kg di marijuana e G.S. 27 anni in possesso di 50gr di hashish. Entrambi, incensurati (il primo ristretto presso la camera di sicurezza del Comando Compagnia Carabinieri di Massafra - il secondo posto agli arresti domiciliari) sono stati condotti nella mattinata odierna dinanzi al Tribunale di Taranto per essere giudicati con il rito direttissimo così come disposto dal Sost. P.m. di turno Dott. Buccoliero.
Diciotto mesi di sospensione dal Consiglio regionale pugliese. A partire dal 27 giugno scorso, data della condanna, e sino al 27 dicembre 2009. E’ il provvedimento che la presidenza del Consiglio dei ministri (a firma del sottosegretario Gianni Letta) ha emesso il 3 ottobre scorso - pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» di sabato 18 ottobre - nei confronti del consigliere regionale dell’Udc Simone Brizio. Nato a Castellaneta 36 anni fa, Brizio era stato condannato dal Tribunale di Taranto a due anni di reclusione (pena sospesa) per corruzione in concorso con altri imputati per la maxi truffa all’Asl tarantina. E sabato è giunta, con la pubblicazione della «Gazzetta Ufficiale», la comunicazione di sospensione dalla carica di consigliere regionale. Nel provvedimento si fa riferimento alle note inviate a Roma dalla Prefettura di Bari relative agli atti della Procura della Repubblica di Taranto relativi al procedimento penale contro Brizio. Si illustra inoltre l’articolo 15 della legge 55 del 19 marzo 1990 che parla di «sospensione di diritto dalle cariche di presidente della giunta regionale, assessore e consigliere regionale per coloro che hanno riportato una condanna non definitiva per taluni delitti, fra cui quello relativo alla corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio di cui all’articolo 319 del codice penale». E si decide quale data di inizio della sospensione proprio quella della condanna, il 27 giugno 2008, in quanto, secondo l’articolo 545 del codice di procedura penale, «la sentenza è pubblicata in udienza mediante la lettura del dispositivo» . Brizio era stato eletto consigliere regionale nel 2005 nella lista di Forza Italia: ottenne 7522 preferenze, 3004 nella sola Castellaneta, che lo piazzarono al secondo posto della lista del suo partito. Era la sua seconda elezione. Nel 2000, sempre con Forza Italia, superò la soglia dei 12mila voti a soli 28 anni. In seguito abbandonò il gruppo azzurro per aderire prima al Movimento per l’Autonomia (con cui è stato anche candidato alla Camera nel 2006) per poi confluire nell’Udc. Lo scorso anno gli fu affidato il compito di portavoce del gruppo unico Udc-Mpa-Dc Indipendenti. Con la sua sospensione, entra in Consiglio regionale Donato Salinari, primo dei non eletti di Forza Italia. Angelo Loreto, La Gazzetta del Mezzogiorno
Si farà un unico processo per gli omicidi di quattro anziane: Celestina Commessatti, 73 anni (Palagiano, 13 agosto 1995), Grazia Montemurro, 75 anni (Massafra, 4 aprile 1997), Pasqua Rosa Ludovico, 86 anni (Castellaneta, 14 maggio 1997), e Rosa Lucia Lapiscopia, 90 anni (Laterza, 21 agosto del 1997). Ieri l’udienza preliminare: il tunisino Ben Mohamed Ezzedine Sebai, difeso dall’avv. Luciano Faraon, ha scelto il rito abbreviato. L’imputato sta scontando l’ergastolo per 4 omicidi e ha confessato di aver ucciso altre dieci anziane perchè «intende scagionare detenuti accusati ingiustamente». Fino a questo momento, solo un detenuto condannato in via definitiva per gli omicidi di cui Sebai si attribuisce la responsabilità è stato scarcerato. Il serial killer tunisino avrebbe girato per la Puglia a caccia di vittime. In tutti i casi le porte non presentavano segni di effrazione, mentre le donne, tutte anziane, vivevano da sole. Celestina Commessatti, una vedova anziana ma energica, fu ammazzata nella sua abitazione di Corso Lenne, a Palagiano. Era di domenica. La strangolarono per ottocentomila lire. Uno dei presunti killer, Vincenzo Donvito, condannato a 22 anni, si suicidò nel carcere di Teramo. Decisiva per la condanna di Donvito, che si era proclamato innocente, fu la testimonianza di uno dei presunti complici, Giuseppe Tinelli, a sua volta condannato a 9 anni, mentre Davide Nardelli ha rimediato 8 anni di carcere. Per l'omicidio di Grazia Montemurro, è stato condannato a 18 anni di carcere (dieci dei quali già scontati) il nipote della vittima, Cosimo, che ha ottenuto l'affidamento in prova ai servizi sociali su disposizione del Tribunale di sorveglianza di Padova. La Gazzetta del Mezzogiorno