Servizio andato in onda su Studio100 TV
fonte: mottola.splinder.com
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Una delle più grosse aziende dell’appalto. Quasi tutti in cassa i 500 lavoratori.
ACCIAIO NELLA BUFERA IERI L’ANNUNCIO DELL’AZIENDA A CAUSA DELL’AGGRAVARSI DELLA CRISI. SI TEME UN AUMENTO DELLA CASSA INTEGRAZIONE PER I LAVORATORI.
TARANTO - Lavori in corso e città paralizzata. Prima gli interventi di ristrutturazione del ponte di pietra, ora anche la manutenzione sul ponte Punta Penna. Risultato: le vie di ingresso alla città sono paralizzate. L’unica alternativa resta la Circum–marpiccolo, del tutto insufficiente a reggere l’urto del traffico che quotidianamente viene assorbito per l’ingresso in città. Da stamattina l’Anas ha dato avvio ai lavori di manutenzione sul Ponte Punta Penna. Questo ha comportato la chiusura dello svincolo per via Magnaghi e via Magna Grecia. Chi vorrà entrare in città dovrà proseguire per lo svincolo di Solito, non senza aver sopportato la fila chilometrica che inevitabilmente si forma in queste occasioni. I lavori andranno avanti per tutto il mese di gennaio. Salvo ritardi, naturalmente. Nel frattempo proseguono gli interventi del Comune sul ponte di pietra che, fu annunciato, avrebbero dovuto concludersi a dicembre. Siamo quasi a metà gennaio e la sensazione è che ci vorranno ancora parecchie settimane prima che i lavori vengano ultimati. Come altre volte è accaduto, anche in questa circostanza si paga l’assoluta mancanza di programmazione e coordinamento degli interventi. Un lusso che una città ad imbuto come Taranto non può assolutamente permettersi. Come al solito a pagare le inefficienze della pubblica amministrazione sono i cittadini, in particolare gli automobilisti, già sufficientemente esasperati per i rallentamenti prodotti in questi mesi dal dimezzamento della carreggiata sul ponte di pietra. Un ulteriore disagio che va ad aggiungersi alla impraticabilità delle strade per le condizioni di dissesto del manto stradale. Taranto Sera
Oggi, alle ore 19.30, avrà luogo la cerimonia di inaugurazione dei nuovi locali parrocchiali della chiesa del Sacro Cuore di Gesù, in via Zara 14. Sul palco allestito nella nuova aula multimediale “San Paolo”, interverranno: il parroco don Fernando Balestra, l’ingegnere che ha curato il progetto, la direzione e l’esecuzione dei lavori, Emilio Balestra, l’imprenditore Rocco Magazzile, titolare dell’impresa costruttrice, il sindaco Martino Tamburrano. Le conclusioni e la benedizione della nuova ala dell'edificio saranno affidate al vescovo della diocesi di Castellaneta, monsignor Pietro Maria Fragnelli. Per l’occasione, sarà aperta al pubblico la mostra fotografica “La comunità parrocchiale del Sacro Cuore: 50 anni insieme”. Infine, un momento musicale a cura del gruppo “G 92”, cover band Gen Rosso, diretta da Gianvito Tannoia. Il nuovo edificio, ricostruito in seguito al crollo dei locali dell’ “ex asilo” avvenuto il 12 maggio 2005, comprende: nel seminterrato un garage destinato alle attività dei gruppi scout Agesci; al piano terra, un ampio salone, con circa 300 posti a sedere di pubblica utilità; al primo piano, vari locali destinati alle attività delle varie associazioni; al secondo piano, la casa canonica. L’opera è stata realizzata grazie ai fondi dell’8xmille della Cei, che è intervenuta con un finanziamento di oltre un milione di euro, e grazie al sostegno della diocesi e dei parrocchiani.
MASSAFRA - Erano da poco trascorse le 09.30 di ieri 27 novembre 2008, quando sanitari del Pronto Soccorso dell’Ospedale Civile di Massafra allertavano la Centrale Operativa del locale Comando Compagnia Carabinieri per segnalare che un 59enne massafrese, apparentemente in condizioni di lucidità si stava opponendo con forza al proprio ricovero nonostante accertamenti svolti dimostravano inconfutabilmente uno stato infartuale in atto. Intervenuti sul posto militari del locale Comando Stazione Carabinieri condotti dal Mar.A.s.UPS Antonio PETROCCA, si riusciva a riportare il cittadino
alla calma ed a fargli comprendere la necessità di accertamenti sanitari più approfonditi. Contattata la moglie, anch’ella ricoverata in altra struttura ospedaliera ed il figlio, che giungevano in loco, dopo ore di mediazione e rassicurazioni, i Carabinieri riuscivano a convincere l’infartuato che, tra lo stupore dei medici si stendeva sul lettino e porgeva loro il braccio per la misurazione della pressione arteriosa, accusando subito dopo forti dolori al petto. Immediatamente veniva stabilizzato dai sanitari che unitamente ai parenti, ringraziavano i militari dell’Arma per aver contribuito a salvare una vita dal pericolo imminente di morte.
Il vescovo Fragnelli interviene sui problemi del lavoro
Il lavoro, un sogno proibito per molti e un incubo per altri. Spesso ci si trova a parlare di lavoro in occasioni tristi, come le morti bianche, o in momenti particolarmente critici che mettono a repentaglio l’economia delle famiglie, a causa dei ridimensionamenti straordinari o contingenti a cui le aziende del territorio sono costrette a ricorrere. Il tutto nasce mettendo in secondo piano una risorsa portante della comunità, quella risorsa che per dare il proprio contributo al raggiungimento di record produttivi, a volte è costretta a pagare in prima persona con la vita: l’uomo e la sua dignità.
«Al riguardo - commenta mons. Pietro Maria Fragnelli, vescovo di Castellaneta - è doveroso riflettere sia sul dramma con cui si può condurre la vita, che sulle condizioni in cui il lavoro viene esercitato. La cronaca ci spinge ad occuparci del tema lavoro tutte le volte che ci sono dei licenziamenti o si mette in discussione il posto di lavoro. La situazione più clamorosa è quella dell’Ilva: oltre duemila persone andranno in cassa integrazione. Non meno dolorosa risulta il caso Miroglio di Ginosa, che tocca quasi trecento famiglie. Il vescovo è Pastore della Chiesa universale e deve concorrere affinché, di fronte a problematiche di una certa gravità, ci sia il dialogo. Deve fare in modo che la dimensione etica e religiosa non venga cancellata nelle trattative, altrimenti si entra in una logica inumana. Attraverso questa logica può capitare di scaricare le proprie responsabilità sulle condizioni contingenti addivenendo ad una facile conclusione: è il mercato globale che detta le regole. Regole che, senza una opportuna mediazione, portano la gente in rovina». In diverse circostanze, la formazione dell’uomo non ha alcuna attinenza con il lavoro svolto. Da qui mons. Fragnelli plaude alla nascita in Italia di un’associazione che si occuperà dell’orientamento. «Si vuole proporre la figura del formatore sotto il nome di orientatore - dice il vescovo -. Questi dovrebbe essere colui il quale matura una capacità di lettura della situazione nelle quale viviamo e di attenzione verso la persona, ascoltando le aspirazioni di ognuno, verificando l’attinenza tra le attese della persona e della famiglia con la situazione oggettiva del territorio che, tra Nord e Sud, può differenziarsi. Questa notizia la vorrei consegnare come una prospettiva di lavoro perché effettivamente ogni genitore, così come ogni docente e operatore sociale, ma anche ogni Pastore, può e deve avere una funzione di orientatore. Significa avere consapevolezza del grande dono che ogni persona è; avere consapevolezza, quindi, delle difficoltà e delle potenzialità che il territorio possiede. Aspetti - conclude mons. Fragnelli - che spesso non vengono mai chiariti e spiegati».
Antonello Piccolo, La Gazzetta del Mezzogiorno
BARI - È la peggiore crisi degli ultimi 10 anni. E le prospettive non sono rosee. Se non dovesse piovere - ma le previsioni per il weekend vanno in questa direzione - la Puglia si troverebbe a dover fronteggiare una grave scarsità d’acqua, che potrebbe indurre i tecnici a nuove restrizioni di prelievo dall’invaso di Monte Cotugno. Da ieri è operativo il taglio di altri 350 litri al secondo che le Autorità di bacino di Puglia e Basilicata avevano deciso già in settimana scorsa, ma che era stato rinviato in coincidenza delle prime piogge. Già dal primo mattino Aqp ha cominciato le riduzioni di pressione, i cui effetti si vedranno pienamente a partire da domani. Il livello di alcuni serbatoi è già abbastanza basso, e per evitare che si azzeri (successe a Taranto nell’estate 2007: furono due giorni di sete) l’Aqp sarà costretta a limitare l’erogazione in alcune zone della Puglia.
La situazione, insomma, si fa molto seria. Le abitazioni senza autoclave rimarranno senz’acqua, e bisognerà poi vedere se la pressione di rete sarà sufficiente a riempire i serbatoi privati. È quanto sta già avvenendo in numerose parti della regione, in particolare nel Salento, anche se nell’ultima settimana sono arrivate segnalazioni di disagi anche dalla Murgia barese. I più «fortunati» sono gli abitanti della Puglia settentrionale, e anche Bari (che è servita sia dal Sele che dal Sinni) si ritrova a soffrire: in alcuni quartieri (Japigia, Madonnella, la città vecchia) alle riduzioni di pressione si aggiunge l’effetto delle reti vetuste.
Intanto, i dati evidenziano che per l’invaso di Monte Cotugno (che disseta tutta la Puglia, da Bari in giù) questa è la peggiore crisi degli ultimi 10 anni. Nel 2002 si arrivò circa ai livelli attuali, tuttavia all’epoca c’erano circa 30mila allacci potabili in meno. D’altro canto, oggi la Puglia ha un sistema di telecontrollo che permette ad Aqp di gestire con meno sprechi l’acqua disponibile: senza l’elettronica, infatti, gli attuali 16.000 litri/secondo non sarebbero sufficienti a garantire il servizio minimo.
Nel frattempo, l’opposizione torna ad attaccare l’assessore Onofrio Introna e il presidente Vendola. «Nemmeno le piogge abbondanti cui si era aggrappato il povero Introna hanno scalfito la gravissima emergenza», dice Roberto Ruocco, che a nome del gruppo di An torna a chiedere la convocazione di un consiglio regionale sull’argomento. Secondo Ruocco «la Puglia sta andando incontro ad un’emergenza rispetto alla quale quella dei rifiuti in Campania si rivelerebbe una quisquilia»: in tutto questo, accusa An, il governo regionale «si volta dall’altra parte».
Massimiliano Scagliarini, La Gazzetta del Mezzogiorno