La sanità ero stata il cavallo di battaglia alle scorse elezioni regionali.
Che la Sanità della Regione Puglia fosse uno dei cavalli di battaglia del centro-sinistra lo sapevano tutti. Ma che si arrivasse a questo, soprattutto dopo una campagna elettorale in cui Vendola aveva dipinto il piano di riordino sanitario Fitto come il morso di Dracula sul collo di un povero anemico, be’, questo era un po’ più difficile da immaginare. Ma ciò è ancora nulla rispetto a quanto evidenziato dalle vicende giudiziarie sulla questione della sanità pubblica e privata, che in Puglia è un nodo più aggrovigliato che altrove. La Procura di Bari stringe e tra i nomi spunta Tedesco, ex assessore alla Sanità (Pd) dimessosi in febbraio e che ora, caso strano, si appresta a subentrare al Senato a De Castro, neoeletto eurodeputato. C’è quello della Cosentino, manager della Asl di Bari. E c’è anche quello di Intini, amministratore del gruppo e amico di D’Alema. Iniziano a venir a galla così pesanti responsabilità dell’establishment del Pd, ma soprattutto si evince che l’attenzione giudiziaria sul Presidente del Consiglio stia fungendo da “ammortizzatore” per evitare che i media si concentrino sul vero fulcro dell’attività d’indagine relativa agli scandali della sanità convenzionata. Ecco la verità sulla sanità di Vendola: spese per il personale fuori controllo, debiti con i fornitori in crescita del 26% e soprattutto un «buco» nei bilanci di altri 500 milioni rispetto a quanto stimato dalla Regione. È impietosa la fotografia della sanità pugliese scattata dalla sezione regionale di controllo della Corte dei Conti: presenta numeri preoccupanti, e contiene qualche considerazione di carattere amministrativo che deve far riflettere. Tutti i bilanci del triennio 2005-2007 presentano perdite, complessivamente pari a 971 milioni di euro, contro i 481 milioni dichiarati dalla Regione. La differenza, 490 milioni, rappresenta una sorta di deficit occulto. Per le Asl di Bari, Foggia e Taranto e per gli Ospedali Riuniti di Foggia, i collegi sindacali non hanno espresso parere favorevole ai bilanci. Altro problema, quello del saldo di mobilità sanitaria (i pugliesi che vanno a farsi curare fuori dalla Puglia), arrivata a toccare i 183,4 milioni di euro. C’è poi la questione della spesa del personale che, nonostante i vincoli di legge, vede i manager continuare ad assumere chi vogliono senza alcun controllo. Ultimo capitolo, quello dei debiti, che nel 2007 hanno raggiunto la cifra di 2.428 milioni di euro di cui 1.438 nei confronti dei fornitori. Senza dimenticare che la Regione Puglia ha aumentato le addizionali regionali all’Irpef, l’aliquota Irap e le accise sulla benzina al massimo consentito dalla legge per far fronte all’aumento della spesa sanitaria. Quali sono stati i benefici? Che continuiamo a pagare più tasse e abbiamo la spesa sanitaria più elevata. “Predicavano bene ma nei fatti hanno razzolato male”. Con queste parole può essere sintetizzato quello che sta accadendo alla sanità pugliese in queste ore e al governo di centro-sinistra.L’azzeramento della Giunta deciso da Vendola equivale alle sue dimissioni; è l’ammissione del totale fallimento del suo progetto politico di governo. Con il dimissionamento forzato dell’assessore alla Sanità, poi con la sospensione del manager della più grande Asl della Puglia e, infine, con l’azzeramento della Giunta Regionale, Vendola conferma di aver governato per 4 anni con modalità diametralmente opposte a quelle promesse nel 2005.
Altro che “ Puglia migliore”.
Che la Sanità della Regione Puglia fosse uno dei cavalli di battaglia del centro-sinistra lo sapevano tutti. Ma che si arrivasse a questo, soprattutto dopo una campagna elettorale in cui Vendola aveva dipinto il piano di riordino sanitario Fitto come il morso di Dracula sul collo di un povero anemico, be’, questo era un po’ più difficile da immaginare. Ma ciò è ancora nulla rispetto a quanto evidenziato dalle vicende giudiziarie sulla questione della sanità pubblica e privata, che in Puglia è un nodo più aggrovigliato che altrove. La Procura di Bari stringe e tra i nomi spunta Tedesco, ex assessore alla Sanità (Pd) dimessosi in febbraio e che ora, caso strano, si appresta a subentrare al Senato a De Castro, neoeletto eurodeputato. C’è quello della Cosentino, manager della Asl di Bari. E c’è anche quello di Intini, amministratore del gruppo e amico di D’Alema. Iniziano a venir a galla così pesanti responsabilità dell’establishment del Pd, ma soprattutto si evince che l’attenzione giudiziaria sul Presidente del Consiglio stia fungendo da “ammortizzatore” per evitare che i media si concentrino sul vero fulcro dell’attività d’indagine relativa agli scandali della sanità convenzionata. Ecco la verità sulla sanità di Vendola: spese per il personale fuori controllo, debiti con i fornitori in crescita del 26% e soprattutto un «buco» nei bilanci di altri 500 milioni rispetto a quanto stimato dalla Regione. È impietosa la fotografia della sanità pugliese scattata dalla sezione regionale di controllo della Corte dei Conti: presenta numeri preoccupanti, e contiene qualche considerazione di carattere amministrativo che deve far riflettere. Tutti i bilanci del triennio 2005-2007 presentano perdite, complessivamente pari a 971 milioni di euro, contro i 481 milioni dichiarati dalla Regione. La differenza, 490 milioni, rappresenta una sorta di deficit occulto. Per le Asl di Bari, Foggia e Taranto e per gli Ospedali Riuniti di Foggia, i collegi sindacali non hanno espresso parere favorevole ai bilanci. Altro problema, quello del saldo di mobilità sanitaria (i pugliesi che vanno a farsi curare fuori dalla Puglia), arrivata a toccare i 183,4 milioni di euro. C’è poi la questione della spesa del personale che, nonostante i vincoli di legge, vede i manager continuare ad assumere chi vogliono senza alcun controllo. Ultimo capitolo, quello dei debiti, che nel 2007 hanno raggiunto la cifra di 2.428 milioni di euro di cui 1.438 nei confronti dei fornitori. Senza dimenticare che la Regione Puglia ha aumentato le addizionali regionali all’Irpef, l’aliquota Irap e le accise sulla benzina al massimo consentito dalla legge per far fronte all’aumento della spesa sanitaria. Quali sono stati i benefici? Che continuiamo a pagare più tasse e abbiamo la spesa sanitaria più elevata. “Predicavano bene ma nei fatti hanno razzolato male”. Con queste parole può essere sintetizzato quello che sta accadendo alla sanità pugliese in queste ore e al governo di centro-sinistra.L’azzeramento della Giunta deciso da Vendola equivale alle sue dimissioni; è l’ammissione del totale fallimento del suo progetto politico di governo. Con il dimissionamento forzato dell’assessore alla Sanità, poi con la sospensione del manager della più grande Asl della Puglia e, infine, con l’azzeramento della Giunta Regionale, Vendola conferma di aver governato per 4 anni con modalità diametralmente opposte a quelle promesse nel 2005.
Altro che “ Puglia migliore”.
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categoria:politica, circolo della libertà massafra
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Il Consiglio Comunale di Massafra, nella seduta straordinaria di lunedì scorso presso la sala consigliare di Piazza Garibaldi, ha approvato, su proposta dell’Assessorato alle Politiche Giovanili retto da Raffaele Gentile, il regolamento che disciplina il funzionamento della Consulta della Gioventù. Con questo atto, dopo la già approvata “Carta di partecipazione dei giovani alla vita municipale e regionale” il Comune di Massafra, uno dei pochi in provincia, dà vita ad una nuova realtà e apre le porte delle istituzioni alla partecipazione attiva dei giovani, affinché si avvii una vera e propria progettualità nel campo delle politiche giovanili. In un momento in cui la realtà giovanile è in continuo movimento e le problematiche che la riguardano sono molteplici e complesse, l’Amministrazione di Massafra bene ha fatto a ritenere importante e fondamentale il momento di confronto, istituzionalizzando un luogo specifico dove i giovani possono avere la parola sui problemi riguardanti il Comune, assicurando così una formazione alla vita democratica ed alla gestione della vita cittadina. “La città per i giovani” è stata la quinta area tematica del programma amministrativo proposto all’attenzione della nostra comunità cittadina e trova diretto riscontro nell’approvazione del regolamento che disciplina la Consulta della Gioventù, organo di controllo, verifica e di proposizione, grazie al quale si darà voce e linfa ad un settore molte volte dimenticato ma di primaria importanza per la vita sociale e per il futuro della città. Il locale Circolo della Libertà di Massafra esprime «viva soddisfazione per l’importanza che tale argomento, quello appunto delle politiche giovanili, assume all’interno della squadra di governo della città, con l’auspicio che le politiche per i giovani tornino al centro della vita politica amministrativa di Massafra, affinché possano contribuire al difficile compito di rinnovamento sociale e culturale intrapreso dall’attuale amministrazione».
Il Circolo delle Libertà di Massafra